71° 10′ 21″
Se avete viaggiato verso Capo Nord (Nordkapp in norvegese), questo numero non vi è nuovo: avrete sicuramente una maglietta, una felpa, un cappello, un quaderno o uno scaldacollo su cui sono impresse queste cifre! Si tratta della latitudine nord, ovvero delle coordinate del parallelo che passa per la falesia della punta estrema dell’isola di Magerøya, nel Nord-Norge e incrocia il meridiano a 25° 47′ 04″ di longitudine est.
Nel punto d’incontro è posizionato uno dei globi più fotografati al mondo, ovvero “il Globo di Capo Nord” che rappresenta un mappamondo stilizzato.
Se avete letto il mio articolo sul Circolo Polare Artico, che si trova a una latitudine di 66°33’49″Nord (quindi a sud di Nordkapp), potrete intuire perché questo promontorio a picco sul mare sia una posizione privilegiata per vedere in prima fila fenomeni naturali straordinari come il sole di mezzanotte (in estate) o la notte polare e l’aurora boreale (in inverno).
La Nordkapphallen
Per accedere al promontorio col Globo è necessario passare per la Nordkapphallen, il centro visite dove trovare un punto informazioni, un ristorante e un negozio di souvenir. Scendendo delle scale si accede a una galleria scavata nella roccia lungo la quale sono state ricavate delle vetrine che illustrano la storia di questo luogo. Lungo le pareti ci sono anche delle aree in cui sono stati ricostruiti ambienti naturali polari.
A metà strada c’è una piccola cappella scavata nella roccia, la St Johannes Kapell, che si fregia del record di essere la cappella ecumenica più a nord del pianeta. È costituita da alcune panche per sedersi e un piccolo altare in legno sotto una volta di pietra. Il soffitto è azzurro con delle finte stalattiti trasparenti.
In fondo alla caverna c’è una sala con un maxi-schermo su cui vengono proiettate a ciclo continuo immagini degli ambienti naturali di questa regione. Un finestrone permette di scrutare l’orizzonta alla ricerca dell’aurora boreale o del sole di mezzanotte.
Tornando al piano superiore, troviamo ance il Royal North Cape Club, un club di cui si può diventare membri al momento ottenendo un diploma che attesta il passaggio per Capo Nord.
Ma chi è arrivato fin qua si catapulta innanzi tutto fuori, sul promontorio a 307 metri di altezza per andarsi a immortalare sotto al Globo. Nei paraggi c’è anche un’opera chiamata “Bambini del mondo“, costituita da sette pietre in cerchio su cui sono disegnati sette bambini di diverse etnie. Poco distante c’è la scultura di una madre e il suo bambino. Quest’ultimo indica l’altra installazione “Bambini del mondo”.
Come arrivare
Se venite via mare, la vostra nave attraccherà con buona probabilità al porto di Honningsvåg (sarebbe il comune più a nord del pianeta, se una clausola della legge norvegese non gli richiedesse almeno 5000 abitanti. Avendone meno della metà, il titolo spetta ad Hammerfest). Da Honningsvåg partono i pullman per il trasferimento a Nordkapp.
Se invece veniste in auto, in moto o con qualsiasi altro mezzo su ruote, avrete sicuramente percorso la Strada Europea E6 e vi sarete immessi sulla E69 per gli ultimi chilometri. Per arrivare sull’isola di Magerøya, la strada attraversa il tunnel di Nordkapptunnelen, lungo 7 chilometri e posto 212 metri sotto il livello del mare.
Per accedere all’area è necessario pagare un pedaggio di circa una trentina di euro.
Un’altra modalità di viaggio molto utilizzata è la bicicletta: in estate è frequente vedere gruppi di ciclisti che terminano il loro itinerario a Capo Nord. Ad esempio, gli itinerari EV1, EV7 ed EV11 del progetto EuroVelo dell’ECF (European Cyclists’ Federation) portano fin qui.

Il vero Capo Nord
A essere proprio pignoli, Nordkapp non è il vero punto più a nord dell’Europa: questo promato tocca a Capo Nordkinn (Kinnarodden in norvegese), che si trova a circa 70 chlometri da Nordkapp e si trova a 71° 08′ 01″ di latitudine nord.
Da Nord a Sud!
Una curiosità che ci coinvolge: dal 2013, per unire figurativamente l’estremo nord d’Europa con l’estremo sud d’Europa, nacque il gemellaggio tra Nordkapp e il comune di Gela, in Sicilia.
Un po’ di Italia a Capo Nord
Le prime cronache di uno straniero a Capo Nord sono contenute nel libro “Viaggio Settentrionale“, scritto da Francesco Negri, un sacerdote esploratore che, nel 1663 intraprese un viaggio nel nord Europa per dimostrare che non fosse possibile vivere oltre certe latitudini.
Usufruendo dell’accoglienza e dell’ospitalità dei sacerdoti norvegesi incontrati lungo la strada, Negri arrivò fino a Capo Nord studiando le culture e le popolazioni incontrate. Ad esempio, descrisse gli abitanti della Lapponia, come il popolo più felice della terra per il loro stile di vita semplice e integrato nella natura.
Francesco Negri viene considerato il primo “turista” in visita a Capo Nord.









Cos’è una Falesia?
Nordkapp sorge su una falesia.
Se il termine non ti fosse familiare, è presto spiegato: una falesia è un costa rocciosa a picco sul mare, a patto che non sia una montagna ma un vero e proprio tratto di costa.
Una falesia può essere “viva“, ovvero colpita direttamente dalle onde del mare, oppure “morta” quando tra la parete rocciosa e il mare c’è una spiaggia.
Un esempio di falesie vive alternate a falesie morte è il tratto di costa dello stato Victoria, in Australia, che corre lungo la Great Ocean Road e offre lo spettacolo dei Dodici Apostoli.
La falesia è conosciuta anche col termine inglese “cliff” (come le Cliffs of Moher, in Irlanda) o con quello italiano di “faraglione” (come quelli di Capri o delle Cinque Terre).
Parlando di Norvegia, la falesia più alta è la Preikestolen, che si erge per 604 metri sul Lysefjord.
