L'ingresso della chiesa rupestre

Chiesa rupestre Santa Maria de Idris

by Nemo

Chiesa della Madonna de Idris

Se aveste poco tempo per fermarvi a Matera e foste in dubbio su cosa visitare, vi do una certezza: riservare almeno una mezz’ora per la Madonna de Idris, nel Sasso Caveoso.

Solo l’impatto visivo, una volta al suo cospetto, vi ripagherà della scelta: immaginate che un meteorite precipiti sulla terra e che colpisca una collina, di poter girare intorno alla roccia e di avventurarvi dentro di essa alla scoperta di testimonianze di una civiltà passata!

L’immaginario collettivo riporta alla mente Petra in Giordania, oppure gli scenari della Cappadocia, ma basta poco per rendersi conto dell’unicità di questo luogo. Chiaramente, non c’è nessun meteorite, ma l’immagine mi è servita a darvi un’idea della spettacolarità del sito: questa chiesa rupestre è composta di due parti, una costruita in tufo, che costituisce la facciata verso la città, e una scavata nel fianco di un enorme masso che domina un’altura, denominata Monte Errone, ma chiamata comunemente Monte Idris.

Il nome deriva dalla Vergine Odigitria, o Madonna dell’Itria, un tipo di iconografia cristiana tipica dell’arte medievale bizantina e russa nella quale viene raffigurato Gesù Bambino benedicente con una pergamena in mano, in braccio alla Madonna che lo indica con la mano.

Una volta entrati, respirate l’aria di un altro tempo e, abituati gli occhi alla penombra, vi troverete al cospetto di una pittura del XVII secolo, la Madonna con Bambino, che ricorda appunto l’iconografia della Madonna Odigitria, posta dietro all’altare.

Con un po’ di difficoltà, a causa del pessimo stato di conservazione (dovuto all’incuria con cui venne trattato questo luogo in epoche passate, potrete scorgere altri affreschi rappresentanti Sant’Antonio, la Sacra Famiglia, la Conversione di Sant’Eustachio, l’Annunciazione e la Crocifissione.

Chiaramente, poiché non era possibile fare foto all’interno, vi lascio al piacere della scoperta…

 

Per risparmiare qualche euro, vi consiglio di informarvi relativamente al “Biglietto per i 3 siti“, che comprende:

  • La Madonna de Idris
  • San Pietro Barisano
  • Santa Lucia alle Malve
Santa Maria dei Idris domina lo sperone roccioso
Le vie intorno a Santa Maria dei Idris
Le vie intorno a Santa Maria dei Idris
L'ingresso della chiesa rupestre

Seguendo le forme della caverna, anche se vi sembrerà di essere nello stesso ambiente, vi ritroverete nella chiesa di San Giovanni in Monterrone, il cui suono ricorda il Monte Errone su cui sorge il complesso.

Le due chiese furono unite dal corridoio attuale all’inizio dell’800, comportando alcuni danni agli affreschi originali. In San Giovanni si possono ancora vedere resti di affreschi risalenti al XII secolo, come il Cristo Pantocrate che troverete sulla sinistra, e al XIII secolo, come quelli di San Michele Arcangelo e di san Nicola vescovo, presenti nella nicchia sulla destra.

Nella sala principale si possono vedere gli affreschi dedicati a san Giacomo Maggiore e san Pietro Apostolo, del XIII secolo, l’Annunciazione del XII secolo, sormontata da una raffigurazione del Battesimo di Gesù nel Giordano. Accanto all’ingresso principale si trova l’affresco dedicato a san Giovanni Battista ed Evangelista che dà il titolo alla chiesa.

Per completare la visita, dedicate qualche momento al camminamento, a tratti stretto, che gira intorno alla roccia e vi porta a dominare il panorama spettacolare della gravina nella Murgia Materana, verso il Belvedere di Murgia Timone.

Curiosità

L’immagine della Vergine Odigitria, detta anche Madonna dell’Itra o dell’Idria, era una delle più venerate a Costantinopoli. Questo perché la tradizione ne attribuisce l’origine nientemeno che alla mano dell’evangelista Luca.

Ne esistono diverse rappresentazioni nel mondo e ad essa sono intitolati luoghi di culto soprattutto in Grecia, nell’Italia meridionale, in Sicilia e in Sardegna. Appartiene alla stessa iconografia l’immagine venerata nel santuario della Madonna di San Luca a Bologna, quello a cui si accede mediante un portico di 3.796 m, ovvero il portico più lungo al mondo (vedi l’articolo di Lallero).