Italia

by Nemo
Bandiera della Repubblica Italiana

I colori della bandiera italiana

La bandiera italiana, conosciuta anche col nome di “tricolore” è composta da 3 fasce verticali di colore verde, bianco e rosso, di cui il primo è posto sulla sinistra, dal lato dell’asta.

Anche se le ragioni storiche della scelta dei colori si perdono nella Rivoluzione Francese, nei colori della monarchia e delle divise cisalpine (vedi oltre, la storia della bandiera), il significato ideologico che oggi si attribuisce ai 3 colori è più poetico:

  • il verde rappresenta la SPERANZA,
  • il bianco rappresenta la FEDE,
  • il rosso rappresenta l’AMORE.

Altra ipotesi che tenta di spiegare il significato dei tre colori nazionali italiani vorrebbe, senza basi storiche, che il verde sia legato al colore dei prati e della macchia mediterranea, il bianco a quello delle nevi delle montagne italiane e il rosso al sangue versato dai soldati italiani nelle molte guerre che hanno portato alla costituzione dello stato italiano.

La bandiera della Repubblica Italiana è definita dall’articolo 12 della Costituzione e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nº 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947.

La festa del tricolore si tiene ogni anno il 7 gennaio per ricordare la prima adozione ufficiale del tricolore come bandiera nazionale da parte di uno Stato italiano sovrano, la Repubblica Cispadana, che avvenne a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797.

ICO_attrezzi_1054957-512

Per gli amanti dei dati tecnici

Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 14 aprile 2006 ha così definito i 3 colori:

  •      verde: Pantone tessile 17-6153 TCX (Fern Green);
  •      bianco: Pantone tessile 11-0601 TCX (Bright White);
  •      rosso: Pantone tessile 18-1662 TCX (Scarlet Red).

La storia della bandiera italiana

Per comprendere perché l’Italia è legata proprio a questi tre colori dobbiamo partire dalla Francia della Rivoluzione, durante la presa della Bastiglia: il giornalista rivoluzionario Camille Desmoulins chiese alla folla di manifestanti quale colore adottare come simbolo della rivoluzione francese, tra il verde (simbolo di speranza)  e il blu (colore della rivoluzione americana). La folla scelse il verde, ma questa scelta fu cambiata dopo solo un giorno per far posto al blu e al rosso, colori del fratello del re (futuro Carlo X).

Successivamente i francesi introdussero il bianco, simbolo dei Borbone.

Coccarda con la bandiera italiana
Luigib25, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

Dopo gli eventi della rivoluzione francese, anche in Italia cominciarono a diffondersi sentimenti di autodeterminazione nazionale e la popolazione, per istituire un proprio vessillo, si ispirò a quello francese. Comparvero così – in particolare nello Stato Pontificio – le prime coccarde di fortuna (ispirate a quelle dei rivoluzionari francesi) costituite da foglie verdi di alberi appuntate sui vestiti dei manifestanti.
Quando alle foglie si sostituì la stoffa, vennero introdotti anche il bianco e il rosso, come il tricolore francese… ma non c’era il blu?!? Eh no! Pare infatti che, a causa di un errore da parte della stampa, si confuse il blu con il verde, che comunque a molti piacque di più perché fu preso a simbolo della natura,  con essa anche i diritti naturali, ovvero l’uguaglianza e la libertà.

Negli archivi storici della Repubblica si trova la prima traccia della coccarda tricolore “francese” – verde, bianca e rossa – il 21 agosto 1789 sugli abiti di alcuni manifestanti nella Repubblica di Genova.

Poi arrivò Napoleone, con la Campagna d’Italia del 1796-1797, contro le potenze monarchiche europee dell’Antico regime, rappresentate in particolare dal Regno di Sardegna, dal Sacro Romano Impero e dallo Stato Pontificio.
Il 13 maggio 1796, venne firmato l’armistizio di Cherasco, in Piemonte, tra Napoleone e le truppe austro-piemontesi, con cui Vittorio Emanuele I di Savoia cedette Nizza e la Savoia alla Francia. In questa occasione si ha una traccia storica di uno stendardo comunale issato su 3 torri del centro. In un documento conservato a Cherasco, infatti, si legge:

«[…] si è elevato uno stendardo, formato con tre tele di diverso colore, cioè Rosso, Bianco, Verde Bleu. […]»

No, non c’è un errore: anche sul documento originale la parola «verde» è stato scritta, barrata e sostituita dalla parola «bleu».

L’11 ottobre 1796 Napoleone comunicava al Direttorio la nascita della Legione Lombarda, un’unità militare costituita dall’Amministrazione generale della Lombardia, governo che faceva capo alla Repubblica Transpadana. La Legione Lombarda fu il primo reparto militare italiano a dotarsi, come stendardo, di un vessillo tricolore, dove fu esplicito l’uso del verde al posto del blu, in particolare perché le divise della Milizia militare milanese erano, appunto, verdi.

Il tricolore diventò presto simbolo politico della lotta per l’indipendenza dell’Italia dalle potenze straniere, avvalorato dal suo utilizzo anche in ambito civile. L’adozione della bandiera d’Italia come vessillo nazionale di uno Stato italiano sovrano, avrà luogo il 7 gennaio 1797 quando fu sancita l’adozione della bandiera – rigorosamente in verde, bianco e rosso – da parte di un organismo statale, la neonata Repubblica Cispadana, sotto la presidenza dell’avvocato Antonio Aldini.

 

[…] Reggio Emilia, 7 gennaio 1797, ore 11. Sala Patriottica.
Gli intervenuti sono 100, deputati delle popolazioni di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia.
Giuseppe Compagnoni di Lugo fa mozione che si renda Universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti.
Vien decretato. […]

[…] Sempre Compagnoni fa mozione che lo stemma della Repubblica sia innalzato in tutti quei luoghi nei quali è solito che si tenga lo Stemma della Sovranità. […]

[…] confermando le delibere di precedenti adunanze – decretò vessillo di Stato il Tricolore – per virtù d’uomini e di tempi – fatto simbolo dell’unità indissolubile della Nazione. […]

Dal verbale della Sessione XIV del Congresso Cispadano
Bandiera della Repubblica Cispadana
1797 – Prima bandiera della Repubblica Cispadana

il 29 giugno 1797, con l’unione tra le repubbliche Cispadana e Transpadana, si costituì la Repubblica Cisalpina, un organismo statale di vaste dimensioni avente come capitale Milano.  L’11 maggio 1798, il Gran Consiglio del neonato Stato scelse, come vessillo nazionale, un tricolore italiano, ma i colori vennero ruotati di 90° e le 3 bande colorate furono disposte verticalmente, scegliendo il verde come colore più vicino all’asta.

La grafica si complica…

Con la trasformazione della Repubblica Cisalpina in Repubblica Italiana (1802-1805), ente statale che non comprendeva ancora tutta la penisola italiana, viene rivisitata la bandiera, sia nella forma che nella disposizione dei colori.
Il decreto di adozione del 20 agosto 1802, recita:

«[…] [la bandiera della Repubblica Italiana è formata da] un quadrato a fondo rosso, in cui è inserito un rombo a fondo bianco, contenente un altro quadrato a fondo verde […]»

Da questa bandiera ha tratto ispirazione lo stendardo presidenziale italiano in uso dal 14 ottobre 2000.

Con la caduta di Napoleone e la Restaurazione dei regimi monarchici assolutistici, il tricolore italiano entrò in clandestinità, diventando simbolo dei fermenti patriottici del Risorgimento. Nel Regno Lombardo-Veneto, per chi esponeva il tricolore italiano era prevista la pena di morte. L’obiettivo dell’imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria era infatti quello di “fare dimenticare di essere italiani”.

La bandiera verde, bianca e rossa riapparve nel corso dei moti del 1830-1831, soprattutto grazie al patriota Ciro Menotti. Nel 1831 Giuseppe Mazzini lo scelse come emblema della Giovine Italia.
Il tricolore italiano tornò a sventolare, soprattutto come segno di rivolta contro le autorità che ne avevano decretato il divieto.

In occasione della commemorazione della rivolta del quartiere genovese di Portoria contro gli occupanti asburgici durante la guerra di successione austriaca, il 10 dicembre 1847, sul piazzale del santuario della Nostra Signora di Loreto a Genova, fu eseguito per la prima volta Il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli e Michele Novaro che divrrà poi l’inno nazionale. Nella seconda strofa, il canto cita proprio il tricolore come simbolo di speranza e unità nazionale:

«Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme:
di fonderci insieme,
già l’ora suonò»

Il Canto degli Italiani, di Mameli e Novaro

Durante i moti milanesi del 1848, un tricolore di fortuna formato dalla stoffa delle camicie rosse garibaldine, mostre verdi e un lenzuolo bianco, fu issato sul pennone della nave che riportava Giuseppe Garibaldi in Italia dall’America meridionale poco dopo l’inizio della prima guerra d’indipendenza.

Il re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia assicurò al Governo provvisorio della città di Milano che le sue truppe, pronte a venirgli in aiuto, avrebbero utilizzato come bandiera militare un tricolore con lo stemma sabaudo sovrapposto sul bianco.

L’8 maggio 1848 il tricolore diventò ufficialmente la bandiera nazionale del Regno di Sardegna, quando fu innalzato per la prima volta sulla sede del Senato Subalpino, a Torino.
In un discorso pronunciato davanti al Parlamento del Regno di Sardegna il 9 giugno 1848, re Carlo Alberto dichiarò:

 

La bandiera tricolore fu e sarà benedetta da Dio, perché simbolo di una nazionalità dalla sua potenza creatrice stabilita

Carlo Alberto di Savoia

Dopo l’Unità d’Italia la bandiera e i suoi colori divennero di dominio pubblico e cominciarono a essere riportati sulle etichette dei prodotti commerciali, sui quaderni scolastici, sulle prime automobili, sulle confezioni di sigari, …
Iniziò poi a comparire fuori dagli edifici pubblici, dalle scuole, dagli uffici giudiziari e dagli uffici postali.
I sindaci e i giurati delle corti di assise introdussero l’uso della fascia tricolore.
Nel 1889, in ambito culinario, fu inventata la pizza Margherita, chiamata così in onore della regina Margherita di Savoia, i cui ingredienti principali richiamano la bandiera tricolore: verde per il basilico, bianco per la mozzarella e rosso per la salsa di pomodoro.

Nel 1897 la bandiera italiana compì cento anni. L’Italia venne invasa da tricolori!
A Reggio Emilia, dove il 7 gennaio di cento anni prima era nato il tricolore italiano, Giosuè Carducci tenne un discorso in cui definì la bandiera “benedetta” e al termine la baciò.

E infine arrivò la Repubblica…

Con la nascita della Repubblica Italiana, grazie al decreto del presidente del Consiglio dei ministri nº1 del 19 giugno 1946, la bandiera italiana venne modificata con l’eliminazione dello stemma sabaudo.
In seguito, l’Assemblea Costituente inserì nell’articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana le seguenti parole:

«La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali[N 3] di eguali dimensioni.»

Art. 12 della Costituzione della Repubblica Italiana

Dalla bandiera italiana è poi derivato lo stendardo presidenziale italiano, la cui ultima versione si ispira al vessillo della Repubblica Italiana del 1802-1805, con l’aggiunta di una bordatura di colore “blu Savoia” e dell’emblema della Repubblica all’interno del quadrato verde.

Bandiera Presidenziale italiana

La bandiera di chi va per mare

Sembrava finita, vero? E invece chi va per mare vede altre bandiere tricolori simili all’originale ma con alcuni simboli aggiunti sulla banda bianca. Ecco le due varianti principali.

La Marina Militare

La bandiera navale della Marina Militare risale al dopoguerra, quando è stata istituita con un decreto dell’allora Capo dello Stato Enrico De Nicola il 9 novembre 1947.

[…] è costituita dal Tricolore italiano, caricato, al centro della banda bianca, dall’emblema araldico della Marina militare, rappresentante in quattro parti gli stemmi delle Repubbliche marinare (Venezia, Pisa, Genova, Amalfi), e sormontata da una corona turrita e rostrata.

dalla Gazzetta Ufficiale del 29 novembre 1947 (n. 275), articolo 1

La Corona turrita e rostrata era emblema d’onore e valore che il Senato romano conferiva agli artefici di imprese navali, conquistatori di terre e città oltremare.

La Marina mercantile

La bandiera navale mercantile viene utilizzata per la Marina mercantile, commerciale, peschereccia, da trasporto e compresi le navi, le imbarcazioni ed i natanti da diporto. Nacque anche questa col decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 9 novembre 1947 ed è costituita dal tricolore italiano caricato al centro della banda bianca dell’emblema araldico della Marina mercantile rappresentante in quattro parti gli stemmi delle repubbliche marinare (Venezia, Genova, Pisa, Amalfi), senza corona turrita e rostrata, e con il leone di san Marco che sorregge il libro, anziché con la spada.

Bandiera della Marina Militare Italiana
Bandiera della Marina Mercantile Italiana

L’ultima curiosità!

Può essere facile confondersi con bandiere simili al tricolore italiano: il trucco è guardare la tonalità e l’ordine dei colori, la direzione delle bande e l’assenza di simboli. Ecco alcuni esempi di bandiere con colori nazionali uguali o simili:

Mexico

Ungheria

Irlanda

Tajikistan

Costa d’Avorio

Iran

Bandiera del Messico
Bandiera dell'Ungheria
Bandiera del Tajikistan
Bandiera della Costa d'Avorio
Bandiera dell'Iran