Piazza di Spagna

by Nemo

Vi presento Piazza di Spagna

Il mondo forse la ricorda per le immagini di  Gregory Peck e Audrey Hepburn che la attraversano in sella alla Vespa di Vacanze Romane! Per i romani è qualcosa di molto più familiare.
Non c’è un romano che non abbia dei ricordi legati a Piazza di Spagna: è stato il nostro salotto da ragazzi, quando ancora ci si poteva sedere, nelle serate estive, sui gradini della scalinata di Trinità dei Monti con una chitarra e tanta voglia di stare insieme… oggi non si può più, ma forse è giusto così per preservarla, visti i frequenti atti di vandalismo che ha subito da parte di chi, con il proprio comportamento, ha rovinato il bel gioco a tutti.
Il suo ruolo originario era quello di collegare in modo sontuoso la piazza sottostante alla chiesa della SS Trinità dei Monti sul colle del Pincio, ma al di là della sua spettacolarità di forme e flussi ascendenti di gradini, l’ho sempre visto come un grande palcoscenico: fa da scrigno a un presepio della Vecchia Roma a Natale e dà asilo a centinaia di azalee (tra le 250 e le 500 a seconda degli anni) tradizionalmente bianche e lilla a celebrare la primavera sin dagli anni ’30.

Comoda da raggiungere, perché servita dalla Metro A che con una serie di tapis roulant ti fa uscire proprio ai piedi della scalinata, nei nostri ricordi di ragazzi della Generazione X è stata anche la sede del primo McDonald’s di Roma (il secondo in Italia e il 9007º nel mondo) che nel 1986 aprì i battenti tra tante di quelle polemiche che oggi sembrano storie d’altri tempi.

La piazza deve il suo nome all’Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede. Prima ancora si chiamava “Piazza di Francia” e non a  caso è dominata dalla chiesa di SS Trinità dei Monti, una delle principali chiese dei francesi a Roma.
Vista dall’alto, sembra un gran papillon che ha nel centro la fontana della Barcaccia a cui lavorarono ben due Bernini, padre e figlio, creando una forma che potesse sfruttare la bassa pressione dell’acquedotto dell’acqua Paola. La fontana ricorda un episodio del 1958, quando a seguito di una piena del Tevere, proprio in quel luogo restò in secca una barca dopo che si ritirarono le acque. Quattro zampilli perenni a prua e a poppa della barcaccia dissetano i turisti e i romani, specialmente nelle giornate estive.

Oltre alla scalinata e alla barcaccia, il terzo elemento caratteristico della piazza è la colonna romana su cui svetta la statua dell’Immacolata Concezione voluta addirittura da Ferdinando II di Borbone, re del Regno delle Due Sicilie. A “custodirne il basamento sono le statue di David, Isaia, Ezechiele e Mosè. All’inaugurazione del 1857 intervenne lo stesso papa Pio IX. Ogni anno, in occasione della festa dell’Immacolata, i pompieri portano tra le braccia di Maria una corona di fiori alla presenza del papa in carica.

Chiesa della SS Trinità dei Monti

Domina la scalinata di Trinità dei Monti, facendo capolino dietro all’obelisco con i suoi due campanili simmetrici. La chiesa  è una delle 5 chiese cattoliche francofone di Roma, insieme con San Luigi dei Francesi, San Nicola dei Lorenesi, Sant’Ivo dei Bretoni e Santi Claudio e Andrea dei Borgognoni. Per questa ragione sulla sua facciata, si possono vedere un orologio e una meridiana, a indicare rispettivamente gli orari di Roma e Parigi.

Il nome originale dovrebbe essere stato “Trinità del Monte” in quanto il “monte” era il colle del Pincio. Dopo diverse vicissitudini e modifiche, la chiesa venne consacrata nel 1585 (circa 80 anni dopo l’inizio dei lavori) da papa Sisto V, che chiese all’architetto Fontana di costruire una strada che la collegasse a Santa Maria Maggiore. Avendo esagerato col dislivello, fu necessario aggiungere la scalinata che oggi conduce al portale d’ingresso.

L’Obelisco Sallustiano davanti all’ingresso venne realizzato dall’architetto Antinori nel 1788 per volere di papa Pio VI. Fu il penultimo dei grandi obelischi innalzati nella Roma papale e, anche se fatto a imitazione degli obelischi egiziani, fu realizzato in epoca romana imperiale.

All’interno, la chiesa è costituita da una sola navata su cui si affacciano sei cappelline laterali.
Nella terza cappella di destra, detta di Lucrezia della Rovere, l’Assunta sulla parete di fondo e la Presentazione della Vergine a destra sono da attribuire al Vasari come molti altri bozzetti, anche se poi gli affreschi vennero realizzati da suoi allievi. L’Annunciazione (lunetta centrale) e la Presentazione di Gesù al Tempio (lunetta sinistra) sono di Giovanni Paolo Rossetti.
La Strage degli Innocenti (parete sinistra) e i Profeti nell’arcone  sono di Michele Alberti.
La Nascita della Vergine (parete destra) è di Gaspar Becerra.

Nella cappella Orsini, Paris Nogari affescò le Storie della Passione di Cristo nella volta, oltre a la Flagellazione, all’Andata al Calvario, e ai Profeti e angeli con la corona di spine presenti nelle lunette e sulla parete dell’altare.

Nelle prime cappelle di sinistra è di rilievo un ciclo di affreschi tra cui la Deposizione realizzati da Daniele da Volterra.

Nella cappella Massimo, l’ottava cappella di destra, si possono ammirare le Storie dell’Antico e del Nuovo Testamento di Perin del Vaga.

A completare la visita, citiamo l’affresco della Mater Admirabilis dipinto nel 1844 da Pauline Perdrau.

Il Tridente

La bolla Salvatoris Nostri emanata nel 1515 da papa Leone X ufficializzò il progetto urbanistico conosciuto ancora oggi col nome di “Tridente“.

Fu un totale riallestimento del centro di Roma, a cui parteciparono architetti del calibro di Raffaello, Bernini, Antonio da Sangallo e Domenico Fontana.
Fu chiamato “tridente” perché la forma delle strade principali, vista dall’alto avrebbe dovuto avere la forma di un tridente, originato in Piazza del Popolo e con le tre punte dirette verso le basiliche maggiori:
  • via del Babuino avrebbe dovuto condurre fino a Santa Maria Maggiore,
  • via Lata (l’attuale via del Corso) avrebbe dovuto raggiungere san Giovanni in Laterano,
  • via di Ripetta avrebbe dovuto collegare con San Pietro attraverso ponte Sant’Angelo.
Oggi, le tre strade terminano in Piazza di Spagna, Piazza Venezia e Piazza Cardelli, non distante da Piazza Navona.
Nella tradizione popolare, se chiedete a un romano quali siano le 4 piazze del Tridente, vi risponderà Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, Piazza Venezia e Piazza Navona (con buona pace di Piazza Cardelli).
 

Perché il tridente come forma?

Forse è un caso o una mera scelta architettonica dovuta alla mappatura degli edifici, ma… cielo! Siamo a Roma!
La mia personalissima opinione è che sia per rievocare il tridente romano, uno degli strumenti più importanti dell’antica Roma, utilizzato come simbolo di potere, autorità e abilità: fu l’arma dei gladiatori, lo strumento dei pescatori e il simbolo delle divinità, come Nettuno.
Il comprensorio sarà via via abbellito da statue, chiese obelischi, scalinate, fontane, palazzi di prestigio e i luoghi del governo e del potere, come palazzo Montecitorio (sede del Parlamento italiano), palazzo Chigi (sede del governo), palazzo Madama (sede del Senato della Repubblica) e il Quirinale (sede del Presidente della Repubblica).

Altre curiosità sulla piazza

All’angolo destro della scalinata abitò il poeta inglese John Keats nei primi anni del 1800.Oggi la sua casa è un museo dedicato a lui e all’amico Percy Bysshe Shelley, dove si possono trovare libri del Romanticismo inglese.

All’angolo sinistro c’è, invece, la sala da tè Babington’s che regala un’atmosfera tipica inglese dai pomeriggi del 1893.

Dal lato di via Frattina, di fronte alla scalinata, sorge il Palazzo di Propaganda Fide, proprietà extraterritoriale della Santa Sede: la sua facciata porta la firma del Bernini.

A Piazza Mignanelli sorge Palazzo Gabrielli-Mignanelli, sede storica della Maison Valentino. Inutile dire che sul Piazza di Spagna si affacciano i più grandi nomi dell’alta moda, come preludio alla passerella di via Frattina e via del Babuino.

Informazioni

Nella parte sinistra della piazza, guardando la scalinata, sono presenti i bagni pubblici. L’ultima volta che sono andato, il costo era di 1€, ma direi che sono ben spesi visto che raramente si trova la fila e sono pulitissimi.

Costeggiando il lato destro della scalinata, imboccando vicolo del Bottino, si raggiunge l’ingresso molto discreto della Metropolitana A (Fermata “Spagna”).
Sempre da questo ingresso si può raggiungere anche il parcheggio di Villa Borghese qualora siate venuti in auto: aperto H24 a viale del Galoppatoio 33. Anche questo decisamente caro ma comodissimo per una visita al centro senza troppe complicazioni.