Piazza del Popolo

by Nemo

Vi presento Piazza del Popolo

Chi ha visto lo splendido film “Nell’anno del Signore“, con i migliori attori italiani di un po’ di anni fa, non può non riconoscere in Piazza del Popolo il luogo delle esecuzioni capitali dei carbonari Montanari e Targhini attuate dal Cardinal Rivarola in una Roma papalina del 1825. Potete trovare una targa in memoria sulla parete alla vostra destra subito dopo essere entrati nella piazza dall’imponente porta che affaccia su piazzale Flaminio.

Costruita nel XIX secolo come parte del piano urbanistico di Roma dopo la caduta di Napoleone Bonaparte, il suo nome potrebbe derivare da tre motivi diversi:

  • dal latino “populus”, ovvero “pioppo”, dal momento che prima della piazza c’era un boschetto di pioppi adiacente alla tomba di Nerone;
  • dal popolo, cioè dal fatto che questa era la piazza principale della città per le attività pubbliche e politiche:
  • dalla partecipazione del popolo, in quanto la prima versione della chiesa di “Santa Maria del Popolo” venne fatta costruire a spese del popolo e, siccome la madonna era dedicata al popolo, anche la piazza divenne “del popolo”.

Il progettista principale, che le diede la forma attuale, fu Giuseppe Valadier, ma ogni papa che si avvicendò volle inserire delle modifiche non dando pace alla piazza. Per dirne una, nel tempo divenne da trapezoidale a ovale.

Gli elementi della piazza

Si entra in piazza dalla Porta del Popolo, o Porta Flaminia, che separa Piazza del Popolo da Piazzale Flaminio. Non si può non notare il grande obelisco Flaminio al centro della piazza, alto 24 metri e circondato da 4 piedistalli con leoni, soggetto preferito delle foto dei bambini, anche se credo che l’intenzione originaria fosse quella di rievocare atmosfere egizie dell’età dei faraoni Ramesse II e Merenptah (1232-1220 a.C.), e non di dare una location per i selfie. L’obelisco, proveniente dal Circo Massimo, era stato portato a Roma ai tempi dell’imperatore Augusto.

Alla vostra sinistra, spicca la basilica di Santa Maria del Popolo, edificata da papa Pasquale II del secolo XI e successivamente restaurata in chiave barocca dal Bernini nel 1655 per volere di Alessandro VII (per i dettagli, vedete più sotto).

Guardando oltre l’obelisco, a fare da spartiacque alle 3 strade del “tridente”, potrete vedere le due chiese gemelle,  Santa Maria in Montesanto (1675) e Santa Maria dei Miracoli (1678), in cui si vede l’apporto architettonico di Bernini e del Fontana.

La forma ovale a doppia esedra della piazza si deve all’architetto Valadier, che si occupò anche di collocare le fontane e le statue che accompagnano la vista verso la terrazza del Pincio, alla vostra destra. Fu grazie alle rampe alberate realizzate da Valadier che questa divenne una passeggiata amata da borghesi, aristocratici e persino papi.

Al centro delle due curve, ci sono due fontane quasi gemelle come stile, ma dedicate a diverse divinità: la Fontana della Dea Roma sulla sinistra (verso il Pincio) e la Fontana del dio Nettuno sulla destra (verso il Tevere).

Il Tridente

La bolla Salvatoris Nostri emanata nel 1515 da papa Leone X ufficializzò il progetto urbanistico conosciuto ancora oggi col nome di “Tridente“.

Fu un totale riallestimento del centro di Roma, a cui parteciparono architetti del calibro di Raffaello, Bernini, Antonio da Sangallo e Domenico Fontana.
Fu chiamato “tridente” perché la forma delle strade principali, vista dall’alto avrebbe dovuto avere la forma di un tridente, originato in Piazza del Popolo e con le tre punte dirette verso le basiliche maggiori:
  • via del Babuino avrebbe dovuto condurre fino a Santa Maria Maggiore,
  • via Lata (l’attuale via del Corso) avrebbe dovuto raggiungere san Giovanni in Laterano,
  • via di Ripetta avrebbe dovuto collegare con San Pietro attraverso ponte Sant’Angelo.
Oggi, le tre strade terminano in Piazza di Spagna, Piazza Venezia e Piazza Cardelli, non distante da Piazza Navona.
Nella tradizione popolare, se chiedete a un romano quali siano le 4 piazze del Tridente, vi risponderà Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, Piazza Venezia e Piazza Navona (con buona pace di Piazza Cardelli).
 

Perché il tridente come forma?

Forse è un caso o una mera scelta architettonica dovuta alla mappatura degli edifici, ma… cielo! Siamo a Roma!
La mia personalissima opinione è che sia per rievocare il tridente romano, uno degli strumenti più importanti dell’antica Roma, utilizzato come simbolo di potere, autorità e abilità: fu l’arma dei gladiatori, lo strumento dei pescatori e il simbolo delle divinità, come Nettuno.
Il comprensorio sarà via via abbellito da statue, chiese obelischi, scalinate, fontane, palazzi di prestigio e i luoghi del governo e del potere, come palazzo Montecitorio (sede del Parlamento italiano), palazzo Chigi (sede del governo), palazzo Madama (sede del Senato della Repubblica) e il Quirinale (sede del Presidente della Repubblica).

La Basilica di Santa Maria del Popolo

Bernini trasformò questa chiesa rinascimentale in una chiesa barocca, per volere di papa Alessandro VII. Quest’ultima trasformazione le diede la forma che possiamo ammirare ancora oggi. Vi consiglio di entrare, anche se siete solo di passaggio, per ammirare opere di valore inestimabile e di indiscussa bellezza:

  • La Conversione di San Paolo del Caravaggio.
  • La Crocifissione di San Pietro del Caravaggio.
  • L’Assunzione di Annibale Carracci.
  • La tavola del XIII secolo con la Madonna del Popolo di Filippo Rusuti, che dà il nome alla chiesa e (forse) alla piazza.
  • I monumenti funebri dei cardinali Sforza e Della Rovere, ad opera di Andrea Sansovino.
  • Il coro del Bramante.
  • Gli affreschi del Pinturicchio.
  • Le vetrate con scene della vita di Maria, di Guillaume de Marcillat.
  • La Natività con san Girolamo dell’altare della Cappella del Presepe, del Pinturicchio.
  • La Cappella Chigi, costruita per il banchiere Agostino Chigi fu progettata da Raffaello e restaurata dal Bernini.

Infine, ma solo per metterlo in evidenza, vi voglio segnalare il Cristo in bronzo “Lux Mundi” del maestro Alfiero Nena. Sono particolarmente legato a questo artista perché ho avuto il piacere di conoscerlo (grazie alle sue nipoti, che erano guide nel mio Gruppo Scout) e di apprezzare la sua inguaribile modestia, anche quando la storia lo stava collocando tra i grandi dell’arte.
Ricordo uno scambio di battute, nel suo atelier, in cui vidi il prototipo dell’Ultima Cena. Quando seppi che l’originale sarebbe stato collocato nei Musei Vaticani, accanto a Michelangelo, gli feci i complimenti, sinceramente ammirato. Lui sorrise e rispose “Eh… ho avuto fortuna!”.

La fontana della Dea Roma

Una particolarità di questa fontana, oltre a essere alla base della splendida salita al Pincio disegnata da Valadier, è il simbolismo: le statue attorno a Roma rappresentano i due fiumi Tevere e Aniene. Inoltre, ai piedi della dea, si può vedere la lupa che allatta i gemelli Romolo e Remo.

Le chiese gemelle

Le cosiddette “chiese gemelle”, sono la Basilica di Santa Maria in Montesanto e la Chesa di Santa Maria dei miracoli. Sebbene siano definite gemelle, sono molte le differenze.

Anzitutto, una è basilica (minore) e l’altra no. La basilica è conosciuta ai romani principalmente con l’epiteto di “chiesa degli artisti” perché vi vengono celebrati i funerali dei grandi artisti scomparsi e perché ogni domenica, dal 1941, viene celebrata la messa partecipata da esponenti del mondo della cultura e dell’arte.

La prima ha una pianta ellittica, mentre la seconda ha una pianta circolare.
La prima ha 6 cappelle laterali, mentre la seconda ne ha 4.

Nell’altare maggiore della basilica si può ammirare la Vergine di Montesanto, una tavola del XVI secolo, mentre una targa all’ingresso ricorda che qui, il 10 agosto 1904, fu ordinato presbitero Angelo Roncalli, che diventerà papa col nome di Giovanni XXIII.

Sotto l’altare dell’altra chiesa, in un’urna, sono conservate le reliquie di Santa Candida, vergine e martire, che erano state ritrovate nelle catacombe di Priscilla, in via Salaria.

La chiesa di Santa Maria dei Miracoli, deve il nome alla tradizione popolare di un miracolo avvenuto il 20 giugno 1325: una donna, per salvare il suo bambino caduto nelle al Tevere, chiese una grazia all’immagine della Madonna dipinta sulle mura lungo il fiume. Poiché il bambino si salvò, venne costruita una cappella dedicata a Maria, lungo il Tevere, vicino all’attuale Ponte Margherita, che custodisse l’immagine miracolosa, che venne chiamata “Madonna dei Miracoli”. A causa dell’ambiente insalubre, nel 1661 papa Alessandro VII fece trasferire l’immagine nella chiesa gemella di destra in piazza del Popolo, che ne assunse il nome.
La copia dell’immagine della Madonna dei Miracoli è posta al centro dell’altare maggiore: l’originale è invece conservato nella chiesa di San Giacomo in Augusta.

Sotto le due chiese gemelle si trovano i resti di due piramidi, usate ai tempi dell’imperatore Augusto, come monumenti funerari.

Come arrivare

Piazza del Popolo è situata nel centro storico di Roma, a pochi passi da molti dei principali siti turistici della città.

Si può arrivare alla piazza con la linea A della Metro, scendendo alla fermata Flaminio (4 fermate dallo snodo della Stazione Termini), con gli autobus che fermano a Piazzale Flaminio o con i taxi.

Alternativamente, se vi state godendo una passeggiata a villa Borghese, affacciandovi dalla terrazza del Pincio potrete godere di una splendida vista aerea della piazza e, tramite le scale sulla sinistra o la strada sulla destra, potrete scendere a piedi.

Un punto strategico

Piazza del Popolo è un punto strategico per la visita del centro: facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, è un buon punto di riferimento per godersi una passeggiata lungo Via del Corso e le altre direttrici del tridente. Inoltre, in pochi minuti, si può salire al parco di Villa Borghese, situato sul lato nord-orientale della piazza, che offre una vista mozzafiato sulla città dalla terrazza del Pincio.

Considerate che, in quest’area, ogni sasso è monumento! Quindi lasciatevi ispirare dalle chiese e dai palazzi d’epoca che trovate lungo il cammino, oltre che dalle vie dello shopping. E quando sarete stanchi, godetevi una pausa in uno dei numerosissimi bar, al ritmo di un caffè e un maritozzo con la panna!

Maritozzo con la panna